Campioni

 
                                    TITOLO:            Campioni senza valore
AUTORE: Alessandro Donati
NAZIONALITA': Italiana
ANNO PUBBLICAZIONE: 1989
CASA EDITRICE: Ponte alle Grazie
COLLANA: Phamplet
PAGINE: 199

                      

 

 

 

 EPOCA 
Si svolge dagli anni '70 ai nostri tempi.

 

 LUOGHI 
Narra di eventi avvenuti prevalentemente in Italia.

 

 TRAMA 
Donati, allenatore azzurro della velocità e del mezzofondo, viene a contatto con episodi di doping. Dapprima resterà in attesa, certo che i media e gli organi federali non potranno non prendere posizione. Assisterà invece ad un crescendo del fenomeno, sempre più parte integrante del sistema, a cui non accetterà di assoggettarsi, anzi comincerà a combattere, sollecitando più volte inutilmente l'intervento degli organi sportivi competenti, raccogliendo prove dettagliate, sino ad arrivare a perdere il posto per aver dato voce all'esterno della Federazione alla sua protesta, ma generando una coscienza pubblica del fenomeno.


 COMMENTO 
In questo diario l'autore narra l'argomento doping come lo ha vissuto in prima persona, divenendo suo malgrado protagonista del tentativo di arginarne la diffusione testimoniandone l'esistenza, senza lasciarsi coinvolgere.
Il libro è una forte denuncia di alcune situazioni che, successive indagini sia della giustizia ordinaria che sportiva, in gran parte confermeranno.
Esso rivela un ambiente tutt'altro che pulito, svelando alcuni nomi dei molti "Campioni senza valore" che si sono resi protagonisti immeritevoli della scena sportiva mondiale.
Un libro che riporta coi piedi per terra chi è cresciuto avendo come miti molti falsi campioni, lasciando però ancora spazio alla speranza.


  PASSI SCELTI 
● L'atletica era lo sport più antico e questa primogenitura bastava, ai nostri occhi, a renderla incorruttibile.
● Ci sono due atletiche e nessuno lo dice: un'atletica minoritaria e pulita e un'altra consumatrice accanita di additivi e ricette miracolose.
● Noi vogliamo che tutti in Italia, come già avviene all'estero, facciano un uso appropriato e razionale degli anabolizzanti.
● L'atteggiamento prevalente dei dirigenti sportivi in quegli anni fu quello di provare ad adeguarsi agli standard di efficacia nelle pratiche di doping raggiunti dall'URSS e dalla Germania dell'Est, piuttosto che tentare di combatterne la diffusione.
● Tieni presente, mi disse, che mio padre di mestiere fa il netturbino a Fano e si alza all'alba quasi ogni giorno per vuotare i cassonetti del lungomare. Fa un lavoro umile, ma onesto. A imbrogliare, mi vergognerei, non avrei più il coraggio di guardarmi allo specchio.
● Chi non è il numero uno o non è in corsa per diventarlo, è solo un fallito. Ma è da questa concezione aberrante dello sport che ha tratto linfa vitale  la filosofia del doping e degli altri trucchi finalizzati a ottenere l'unico scopo riconosciuto, a qualunque costo.
● Quanto alle responsabilità dell'atleta, occorre valutare che egli si proietta, specie negli sport individuali, a diretto contatto con i suoi limiti naturali e, tendenzialmente, vorrebbe arrivare a scavalcarli. Con il crescere dei livelli di qualificazione, l'atleta si trova ad affrontare stati di incertezza, senso di insufficienza ed ansia tanto maggiori quanto più pressante diventa l'attesa del risultato nell'ambiente che lo circonda. Alcuni riescono a fronteggiare queste difficoltà emotive, altri rischiano di rimanerne soffocati. L'atleta è allora portato dal suo istinto a cercare sostegno e conforto intorno a sè, nell'allenatore, nel massaggiatore, nel medico, nel dirigente o anche nell'amico.
● Non esistono atleti buoni e atleti cattivi ... l'atleta è tendenzialmente l'espressione dell'ambiente sportivo in cui opera.
● La carriera sportiva è una fase effimera della vita non separabile acriticamente dallo studio, dal lavoro, dallo sviluppo della personalità e dalla salute fisica e mentale.
● Ognuno poi, secondo un meccanismo perverso, ha letto, a suo modo, i miglioramenti
. L'allenatore vi ha visto riflessi i propri metodi di allenamento, l'atleta il proprio talento, il dirigente la bontà della propria gestione, il medico le potenzialità della propria scienza.
● Più che di sostegno per l'allenamento, pare che si tratti di sopravvivenza. Il paziente viene bombardato di ormoni e poi tenuto in piedi grazie ad altri farmaci.
●Avrei dovuto distinguere fra due diverse modalità di relazione fra la scienza e lo sport. La prima, quella che riguarda l'approccio scientifico allo studio del gesto tecnico, delle metodologie di allenamento, della valutazione attitudinale dell'atleta, genera un processo di qualificazione sia per il medico ricercatore che per l'allenatore e l'atleta. La seconda, quella che si attua in pochi istanti, il tempo di prendere una pasticca, di fare un'iniezione o di subire una manipolazione fisiologica, non comporta nè un progresso reale nè, tantomeno, l'integrazione qualificante dei diversi contributi professionali. Medico, allenatore ed atleta restano, dopo la pratica del doping, quello che erano prima, anche se possono apparire più bravi.

 

 L'AUTORE 
Alessandro Donati è nato a Monte Porzio Catone (Roma) il 14 giugno 1947.
Pratica sport come mezzofondista.
Dal 1970 al 1974 frequenta la Scuola Centrale dello Sport del CONI conseguendo la qualifica di Maestro dello Sport con specializzazione per l'atletica.
Dal 1974 al 2006 è alle dipendenze del CONI, per il quale è allenatore responsabile della squadra nazionale italiana di atletica leggera (1977-1987), è responsabile della divisione di Ricerca e Sperimentazione (1990-2006), è docente di Metodologia dell'Allenamento presso la Scuola dello Sport (1976-2001), ed è responsabile della preparazione atletica delle squadre nazionali di sciabola (2004-2006)
Dal 1992 al 1994 frequenta l'Università Claude Bérnard di Lione (Francia) conseguendo la qualifica di Maitrise in Scienza dello Sport.
Dal 2006 al 2013 è consulente per la WADA, l'agenzia mondiale dell'anti-doping.
Collabora con associazioni e istituzioni sia nazionali che internazionali.
Ha trascorso buona parte della sua vita impegnandosi nella lotta contro il doping, sia nell'ambiente dell'atletica, che in quello del ciclismo, calcio, ecc.