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E così, trascorse le feste natalizie, si ricomincia a correre. E quale miglior inizio di 2 gare in 3 giorni?
Una l'avevo già messa nel mirino da qualche anno, l'altra, organizzata dalla mia Società UISP, è una gara a cui ci tenevo essere presente, poichè voluta fortemente da Aldo Berardo.

Il giorno della befana mi sposto quindi sino a Dalmine, vicino a Bergamo, per prendere parte ad una mezza maratona di cui molti ne parlano bene.
La "mezza sul Brembo" giunta alla nona edizione, e da quest'anno gara nazionale, è organizzata dalla Runners Bergamo, società podistica di rilievo nata nel gennaio del 2003 e che oggi conta quasi 900 iscritti. Una squadra capace, oltre che di essere il motore di questa riuscita manifestazione con oltre un centinaio di propri volontari, più quelli delle Associazioni locali, anche di iscrivere alla mezza oltre 200 tesserati.
La gara ha avuto purtroppo come prologo un minuto di silenzio, preceduto dal ricordo di 3 podisti della Runners Bergamo che sono morti nell'ultimo mese: Franco Togni, 56 anni, Luca Belloni, 49 anni, e Irvano Stombelli, 27 anni.
Poi lo sparo e la gara. Come già accennato nulla da dire sull'organizzazione. Unica pecca il freddo, ma di certo non per colpa loro!
Il percorso si snoda su un tracciato che attraversa alcuni comuni, con qualche breve ma repentina salita, ed un paio di sottopassi ed altrettanti cavalcavia. Io lo affronto con prudenza, avvertendo dolore al fianco destro già dal 4° chilometro, con un incremento intorno al 10°. Chiudo abbastanza affaticato in 1h27m54s, un tempo che considero discreto.
All'arrivo mi attende la struttura del Centro Universitario Sportivo, dove già avevo ritirato il pettorale e depositato le borse, ed in cui è possibile rifocillarsi con cibo e bevande in quantità.
Una maglia tecnica manica lunga della Diadora come pacco gara più la medaglia di finisher sono quanto porterò a casa oltre al ricordo di una bella gara, possibilmente da rifare, ed alla cortesia di tutti gli addetti.
Terminata la fatica il pranzo in un vicino locale è a base di Pizzoccheri. D'altronde il locale si fregia di essere socio onorario dell'Accademia del Pizzocchero di Teglio, l'unico in Bergamasca e secondo in italia al di fuori della Valtellina. Ed il piatto a mio avviso è senz'altro all'altezza delle aspettative.
Poi una visita all'altrettanto vicino "Museo del Presepio", un luogo aperto tutto l'anno e che raccoglie alcune centinaia di presepi di varie epoche, luoghi, materiali e dimensioni. Esso deve la sua esistenza a Don Giacomo Piazzoli, primo parroco di Brembo, appassionato collezionista e presepista, che lo fondò nel 1974.

Dopo un giorno di riposo, eccomi invece presente, come già nella prima edizione, al cross del castello di Malgrà, a Rivarolo C.se.
Anche qui il freddo la fa da padrone. Si inizia subito con una lunga coda per confermare la preiscrizione, con uno sdoppiamento della prima partenza causa l'elevato numero di partecipanti (peraltro già decisa un paio di giorni prima), ed un ritardo di 15 minuti sull'inizio della gara.
Ma poi il tutto fila via senza grandi problemi, complice una giornata di sole che, anche se scalda poco, almeno rincuora.
Presente come detto più per ragioni di spirito che di competizione, dato il non completo recupero dalla gara di 2 giorni prima, mi trovo comunque a mantenere un buon passo, nonostante sia stato quasi buttato a terra dall'immancabile "podista" che deve tagliare le curve saltando sui piedi di coloro che si frappongono tra lui ed il suo "percorso ideale". Nel ringraziarlo per la spinta e la tacchettata sul dorso del mio piede destro, lo invito a ricordare che tutti possiamo sbagliare ma chiedere scusa è sinonimo di educazione. Il non farlo rende l'atto volontario.
Chiudo comunque la gara con un passo di 4'09"/km, cioè 12 secondi meglio dell'anno precedente. Anche stavolta soddisfatto.

Un grazie a Mariarosa che, nonostante il freddo, è riuscita ad immortalare le gesta della mia batteria.
Per chi volesse quindi cercarsi o cercare un conoscente in mezzo agli scatti, clicchi qui.