2017 04 23 11 53 24 1

So che detto da un ultramaratoneta può sembrare strano, ma la verità è questa: tra me e la maratona non c'è mai stato un buon rapporto.

Ho esordito in questa tipologia di gara nel novembre 2010 nella casalinga Turin Marathon, dopo poco più di due anni di corse.
Pur avendo allora, per scommessa con me stesso, già partecipato ad una ventina di mezze maratone e ad altre numerose gare, nonchè ad una 100 km nel giugno dello stesso anno, e ad una 24 ore nello stesso mese dell'anno precedente, l'esordio in maratona fu la conseguenza della richiesta fatta agli atleti della nostra società di parteciparvi. Mi sembrava infatti inopportuno, facendo parte del consiglio direttivo, non essere anch'io presente. Ed è per lo stesso motivo che vi partecipai anche nei tre anni successivi. Mai però mi venne in mente di prepararla, e pertanto accettai senza problemi i poco brillanti risultati ottenuti. Questa "accettazione" risultò invece meno facile a coloro che, conoscendomi, non si capacitavano di come uno come me che corre la mezza in un tempo "X" non fosse in grado di chiudere la maratona in un tempo "Y".
Per questo motivo smisi di correre le maratone appena la cosa non si rese più necessaria, non sdegnando però di partecipare a 6 ore, 50 chilometri, 100 chilometri, ecomaratone e maratone alpine. Insomma qualsiasi prova rappresentasse per me una sfida, ma per cui non mi sarei dovuto preoccupare che qualche mio conoscente fosse in grado di calcolarne il tempo in cui avrei "assolutamente" dovuto concluderla.
All'inizio di quest'anno sportivo però, proprio mentre pensavo a quali caratteristiche avrebbe dovuto avere, è maturato in me il desiderio, dapprima di incrementare il numero di mezze a cui partecipare, e poi di riprovare a correre una maratona, però preparandola.
Ne ho pertanto cercata una che fosse veloce, ma anche non troppo affollata, così da non perdere troppo tempo con la partenza dall'ultima griglia. Ecco perchè mi sono iscritto alla Padova Marathon.
Purtroppo desiderare d'allenarsi è una cosa, trovare il tempo per farlo tutta un'altra.
Così con un solo lungo di 28 km corso 11 settimane prima, e cinque uscite di circa 20 km (qui il dettaglio), mi sono presentato senza alcuna pretesa, alla partenza nello stadio Euganeo.
Al via nell'ultima griglia, ho cominciato a correre dopo circa un chilometro, ed ho subito cercato di trovare un passo per me sostenibile che mi permettesse di recuperare, senza spendere troppo, i pacers delle tre ore e quindici minuti. Senza esagerare, ho pertanto allungato pian piano, sino a raggiungerli circa al 12° chilometro, e da qui ho proseguito facile sino al 19°.
Avvertito un primo segnale di calo, ho immediatamente rallentato, proseguendo intorno ai cinque minuti al chilometro sino al 25°. Dopo un ulteriore rallentamento, intorno al 30° chilometro sono improvvisamente passato ai sei minuti al chilometro, senza in realtà avvertire alcun particolare malessere fisico. Semplicemente: carburante finito.
Ho così deciso, per questa volta, di non ribellarmi ai segnali che mi inviava il mio corpo, anzi di sorprenderlo assecondandolo. Ho così continuato con una camminata svelta sino al 40°. Qui un impeto d'orgoglio mi ha fatto riprendere a correre lentamente sino a tagliare il traguardo in 4h03'35".
Cosa si può dire? Che mi sono iscritto ad una maratona senza poi prepararla, e che quindi non ho portato a casa nè il personale, nè un tempo che mi permetta di posizionarmi meglio nella griglia di partenza. Quindi tutto negativo?
Forse no. Questa maratona potrebbe in realtà avermi riavvicinato a questa tipologia di gare, magari facendomi venire voglia di provarci ancora, ovviamente preparandola. Vedremo!

Percorso Padova 2017