2017.09.24 Aosta

Nel giugno scorso, come avevo già detto ad inizio luglio, ho preso un'importante decisione: voglio provare ad essere un "podista normale". E così mi sono imposto di allenarmi!
Uscite il martedì, giovedì e domenica (mica bisogna per forza esagerare :-).
Sin'ora è stata dura, ma ... resisto!

 

Debbo dire che molte sono state le cose "contro". Innanzitutto l'infortunio muscolare che mi ha tenuto fermo circa un mese proprio quando cominciavo quasi a "carburare", il caldo che quest'anno ha ostacolato i miei sforzi per un periodo eccessivamente lungo, l'aver dovuto rinunciare a partecipare a molte delle gare domenicali ed infrasettimanali, il dover attenermi il più possibile ad una tabella che stabilisce tempi e modi del mio correre, ed il dover fare in allenamento molti chilometri a ritmo costante.
Nonostante questo, dopo la gara di Ceresole del 23 luglio, sono comunque riuscito a partecipare ad altre cinque gare: tre sotto i 10 km, e due mezze maratone (qui il riepilogo dell'anno in corso). A proposito di una di queste gare brevi, specificatamente quella di Campo, debbo obbligatoriamente sottolineare oltre la gara e l'ottimo pranzo post-gara, anche lo splendido pomeriggio trascorso nelle cascine che ci hanno accolto con tantissime bontà del territorio. Un grazie di cuore a tutti, ma in modo speciale a quelle famiglie che si sono prese cura di noi.
In ordine di tempo, le ultime gare sono state proprio le mezze: quella di Aosta e quella di Novi Ligure. Ed ora le racconto.

Tra le mezze che si disputavano il 24 settembre, ho optato per la Mezzaosta. Corsa l'anno scorso, ma nel mese di novembre, avevo piacere di rifarla. Così, poco dopo le 8, eccomi arrivare ad Aosta.
Ritirato il pacco gara (maglietta, guanti per touch-screen, sconti e pubblicità), ho gironzolato un po' per il centro storico del bel capoluogo valdostano, assaporandone l'atmosfera mattutina e la poca gente.
Alle 8:45 è ora di prepararsi. La temperatura è fresca ma, ricordandomi quanto accaduto l'anno scorso, scelgo un abbigliamento leggero, scommettendo su un aumento dei gradi durante la gara. Un breve riscaldamento, per me una novità di recente introduzione, e poi velocemente al punto di partenza, poco prima che abbia luogo la presentazione dei top runners. E' in quel momento che vengo a sapere che, nella 10 km, prenderanno il via anche i gemelli Dematteis e la cosa mi fa piacere. Essi fanno infatti parte di quelle poche persone che, pur non conoscendole direttamente, ho inserito da subito nelle file dei buoni: semplici, disponibili, "puliti". Tre aggettivi che è più facile associare ai veri "Top-runner" che ai presunti tale.
Pronti? Via! Nonostante mi trovi nelle prime file, contrariamente alle mie abitudini, parto tranquillo. Lo scopo non è la ricerca della prestazione, ma correre a passo costante arrivando a chiudere la prova in un tempo tra l'ora e 26 e l'ora e 28.
Il percorso è lo stesso del 2016. Bello, ondulato, con cambi di direzione e chiuso al traffico. Il mio avvio gara, meno brillante del solito, mi permette di recuperare man mano qualche posizione senza subire sorpassi. Peccato che il tratto finale, che attraversa tutta la via centrale di Aosta, vada percorso condividendo lo spazio disponibile con i molti dei turisti ed abitanti presenti, che bisogna fare attenzione a non urtare correndo il rischio di terminare a terra. Nonostante uno scontro proprio con uno di loro che aveva deciso di tagliarmi improvvvisamente la strada, riesco a chiudere la mia prova in 1h29'47" Troppo? Senz'altro più dell'obiettivo, ma con buone sensazioni finali e senza avere mai "tirato".
Ritirata la medaglia e consegnato il chip, approfitto per reidratarmi al punto ristoro finale. E' questo il primo ed unico momento in cui bevo, non essendo mia consuetudine usufruire dei ristori posti lungo il percorso gara.
Dopo essere andato a cambiarmi comincia l'attesa. Già perchè per riuscire a visionare la classifica finale dovrò attendere, dal mio arrivo, oltre un'ora e mezza. La lettura dell'ordine d'arrivo mi porta l'insperata notizia che rientrerò nelle premiazioni come terzo di categoria.
Ovviamente è una sorpresa gradevole, peccato però che si accompagnerà ad un'altra sorpresa: perchè abbia inizio la premiazione dovrò attendere altre due ore. Non essendo possibile far ritirare ad altri, avviso a casa e poi vado di birretta e panino. Così, tanto per ingannare l'attesa.
La premiazione ovviamente inizia con la 10 chilometri. Salito finalmente sul terzo gradino del podio SM50 e ritirato un pacco contenente ottimi prodotti locali, partecipo al sorteggio finale, ed alle 16 posso finalmente avviarmi verso casa.
Nel complimentarmi con l'organizzazione, consiglio di curare maggiormente la segnalazione in campo dell'ubicazione dei luoghi coinvolti (punto consegna pettorali, spogliatoi, area partenza, ecc.), e comprimere i tempi di esposizione classifiche e premiazioni all'interno della mattinata. Infine chiedo di ripristinare, durante il passaggio nel centro cittadino, la posa di una separazione continua tra il percorso gara e "il resto del mondo" com'era stato giustamente fatto l'anno scorso.