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A distanza di due settimane eccomi ancora alle prese con una mezza, la 66^, stavolta in territorio lombardo e precisamente ad Abbiategrasso.


Giungo molto presto a destinazione e parcheggio proprio di fronte a Expo Fiera, una struttura coperta che ospita la manifestazione che comprende anche una maratona ed altre gare su distanze minori. Mi reco quindi a ritirare la busta trovando un unico punto di consegna, e penso che qui tra poco ci potrebbe essere coda. Eppure lo spazio non manca.
Vado quindi a fare due passi per un paese ancora sonnecchiante, recandomi poi a prendere un caffè. Torno quindi alla macchina e mi preparo alla gara. Nonostante l'assenza del sole il clima è abbastanza caldo e mi posso ancora permettere le maniche corte.2017 10 25 22 51 22 1Appena pronto mi sposto verso l'area partenza che dista dal ritrovo/arrivo circa 800 metri e faccio un breve riscaldamento di un paio di chilometri. Il tempo di salutare Carmine che corre la maratona per allenarsi a fare il pacer a Torino la settimana prossima, ed ecco il via dei maratoneti. All'arrivo saranno 314. Cinque minuti dopo tocca a noi della mezza. Pronti? Via. Parto tranquillo e prendo un passo che manterrò quasi costante fino alla fine. Il percorso è gradevole anche se piuttosto nervoso sia nella parte iniziale che finale. Il Naviglio scorre al nostro fianco per la prima metà della gara, regalandoci alcuni scorci interessanti.
Giungo al traguardo in 1:27:24, migliorandomi dall'ultima mezza di 46 secondi e senza patire particolarmente. In classifica generale mi colloco 62° su 709 arrivati piazzandomi al 5° posto di categoria SM50 su 116 arrivati. Presa visione della classifica e usufruito del pasta party, faccio due passi verso il centro guardando arrivare i maratoneti. Infine un ottimo ed originale gelato e via verso casa.

 

Sono trascorsi solo sette giorni ed eccomi partecipare alla maratona di Torino. Strano il rapporto che mi lega con la gara regina dell'atletica nella mia città. Questa è la 5^ volta che vi partecipo, la prima del dopo Chiabrera, e mai una volta che lo faccia per libera scelta. Le prime quattro era una partecipazione "dovuta", poichè non si può chiedere di partecipare ai propri tesserati e poi non essere presenti. Questa volta invece approfitterò della sua calendarizzazione per tentare un allenamento lungo di 38 km ai 4'40", per poi chiuderla anche solo camminando. Le aspettative in merito alla nuova gestione non nego siano alte. Mi piacerebbe che questa gara torinese divenisse importante per il panorama italiano ed anche europeo. La mia città se lo merita.
Invece già sabato, nel giungere in piazza Castello dove è stato allestito il Marathon Village, è evidente come anche quest'anno si sia ancora persa un'occasione. Certo già in settimana molte erano state le voci in questo senso, conseguenti ad una scarsa pubblicizzazione della manifestazione, all'assenza di eventi collaterali e di un qualsiasi tipo di promozione all'interno del pacco gara da parte del Comune di Torino (musei, ecc.), alle scarne informazioni presenti sul sito ufficiale, nonchè ai numeri esigui che trapelavano dall'andamento delle iscrizioni.
Ma giungere nella splendida piazza Castello e trovarsi di fronte un villaggio maratona da paesino di provincia mi ha lasciato senza parole. In ultimo, l'entrarvi senza riuscire a respirare l'atmosfera dell'evento podistico mi è spiaciuto ancora più profondamente. Più che essere nel luogo deputato al ritrovo ed all'incontro tra coloro che parteciperanno a questo splendido evento da atleti, da addetti ai lavori, da tifosi, da simpatizzanti o in chissà quale altra forma, sembrava di trovarsi in un qualunque punto di distribuzione di un qualsiasi prodotto, buste gara nel caso specifico. Una decina di stand, prevalentemente di altre manifestazioni sportive, ed uno solo con materiale sportivo, anche abbastanza scarno. Al centro i tanti addetti alla distribuzione delle buste. Null'altro.
Pareva quasi che il Marathon Village fosse un corpo estraneo alla città che lo ospitava.
Al villaggio incontro Monica, mia compagna di squadra, che parteciperà anch'essa alla gara di domani per fare un lungo allenante, ed Aldo un mio ex compagno di squadra che mi fa sempre piacere ritrovare.
Purtroppo Torino in questi giorni è balzata alle cronache italiane dapprima per gli sforamenti dovuti agli inquinanti, che hanno portato ad un primo blocco parziale della circolazione e poi, appena rientrato l'allarme grazie all'alzarsi del vento, per i numerosi incendi sviluppatisi in alcune delle nostre belle valli grazie dapprima all'aiuto doloso dell'uomo e poi proprio del vento.
L'aria in molte parti della città è stata in settimana saturata dal fumo e dai pulviscoli che giungono dai boschi in fiamme, e fino a sabato poco prima di cena si è discusso se confermare o meno il regolare svolgimento della maratona, anche se proprio sabato non vi era più l'odore di "camino senza tiraggio" ed anche le tracce di cenere erano scomparse. Certo che l'aria non si poteva certo definire "di qualità". Ma la cosa che mi ha lasciato basito è stata la mail che, nel cuore della notte tra sabato e domenica, è stata inviata a tutti gli iscritti e che potete leggere a questo link. Praticamente si conferma la presenza di polvere sottili in quantità tale da caratterizzare l'ambiente e poter indurre secchezza alle mucose e ridurre la capacità respiratoria, consigliando di bere molto, di correre ad un passo più lento delle proprie possibilità e di fermarsi nel caso si manifestasse difficoltà nel respirare.
Pur nell'affermare che in gara non ho avuto alcuna difficoltà di respirazione, non posso non porre in evidenza il fatto che 10 giorni prima, con una concentrazione di PM10 leggermente superiore, l'assessorato all'Ambiente invitava tra le altre cose ad evitare attività fisica e prolungata all'aperto per tutelare la salute di tutti, mentre neppure 2 settimane dopo si riteneva opportuno far correre una maratona e le sue gare collaterali limitandosi a dei consigli comportamentali.
Comunque domenica mattina arrivo poco dopo le 8 in piazza Castello. Ho parcheggiato l'auto in corso Regina, dove ho trovato una ragazza di Como che oggi correrà la sua prima maratona e che ho accompagnato sino alla piazza. La ritroverò al rientro e scoprirò che ha chiuso poco sopra le 4 ore. Complimenti!
A meno di un'ora e mezza dal via l'organizzazione deve ancora completare gli allestimenti, mentre latitano le informazioni per i partecipanti alla 30 km (consegna borse, navette, ecc.).
Siamo pochi, e si vede. Dopo i saluti ad alcuni amici (Federico, Gianfranco, Gilles, Paolo, Albina, ed altri) ed ai miei compagni di squadra (a proposito Monica dopo aver letto la mail notturna ha rinunciato a partecipare ed è andata a fare il lungo in quel di Asti: peccato!) mi reco in piazza San Carlo, dove avverrà la partenza. Nel muovermi, prima di fermarmi per un caffè, incontro il gruppo dei pacer e resto allibito. Pacer di passi diversi ma con palloncini di colore solo bianco o nero e con i tempi scritti sopra in caratteri piccoli e con tratto sottile. Ma fare un colore per tempo e scriverlo in grande, riportandolo magari prima sul sito, è troppo difficile? Boh!
In zona partenza incontro Maurizio che oggi correrà con suo figlio Giacomo, esordiente in maratona. Bravi! Complimenti!
Poi ci si schiera, ovviamente senza griglie e, ad un certo punto, senza preavviso, si parte.
Sulla mia prestazione poco da dire. Prendo subito il passo che dovrei tenere sino al 38° km e cerco di mantenerlo senza farmi tentare dall'accelerare. Il percorso è diverso dall'ultima corsa nel 2013, direi migliore. Peccato la presenza in molti tratti delle auto in senso contrario. Alla faccia del PM10.
2017 11 04 18 29 54 1Sino a Stupinigi sono sempre con qualcuno. Poi mi trovo a seguire due atleti che, mentre io fatico un poco, corrono al mio passo chiacchierando amabilmente. Percorro dietro loro alcuni chilometri. Poi al 25° uno accelera ed uno rallenta. Raggiungo pertanto una ragazza della mia ex squadra torinese e percorro un tratto di strada al suo fianco. Poco dopo il 32° km iniziano i problemi, e dopo un primo rallentamento, mi fermo al ristoro del 35° km e autodichiaro concluso l'allenamento con 3 chilometri d'anticipo ed una media di 4'37"/km. Comincio pertanto a camminare per lunghi tratti ed a corricchiare per brevi. Sino davanti a Porta Nuova, dove riesco a ripartire per concludere correndo l'ultimo chilometro.
Fermo il tempo a 3 ore e 32 minuti. Tutto considerato a 6 mesi da Padova ho migliorato di 31'35", mancando il mio PB di 7 anni fa a Torino per soli 29 secondi. Se non fossi arrabbiatissimo per l'incompiuto allenamento, ci sarebbe quasi da essere moderatamente felice.
Beh con la maratona in generale non è certo un discorso chiuso, ma solo un rapporto conflittuale. Con quella di Torino, se non migliorerà, probabilmente sì.
Alla fine risulterò 398° classificato su "soli" 1364 arrivati. Circa 150 in meno di Padova.
Pensare che le 4 volte precedenti, le presenze erano state: anno 2010 = 2090 arrivati, anno 2011 = 2983 arrivati, anno 2012 = 3327 arrivati, anno 2013 = 3450 arrivati
Non grandi numeri, ma migliori di quelli di quest'anno che certamente non sono definibili di serie A.
Sicuramente c'è una cosa che non è però stata di serie B: il costo d'iscrizione!