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Probabilmente un podista "normale" racconterebbe che a 52 anni, dopo ben 7 anni dal precedente personale ottenuto alla sua prima esperienza in maratona all'età di 45 anni, dopo averlo dapprima avvicinato a fine ottobre a Torino dove ha usato la maratona come lungo allenante, il 19 novembre a Verona lo ha abbattuto di ben 7 minuti e 17 secondi. E di questo sarebbe certamente molto felice ed orgoglioso. E invece?

E invece, pur facendomi piacere l'essermi migliorato, non posso certo ritenermi soddisfatto.
Quando ad inizio giugno mi ero deciso ad allenarmi almeno un poco, certo non pensavo a questo risultato, ma a qualcosa di meglio.
Purtroppo la preparazione ha avuto alcuni intoppi: l'infortunio muscolare che mi ha bloccato da fine giugno a fine luglio, il caldo estivo troppo elevato e prolungato, ed infine, ciliegina sulla torta, un dolore intenso ed improvviso, probabilmente non conseguente alla corsa, avvertito alla parte esterna del ginocchio destro il pomeriggio del 12 novembre, cioè 7 giorni esatti prima della maratona. Il mattino dopo cambia poco, aggiungendosi anche un discreto dolore al lato destro della schiena, in zona lombo-sacrale. Dal martedì prendo dell'Ibuprofene, ed intanto non corro. Prima diminuisce il dolore alla schiena, poi quello al ginocchio. Mi chiedo se riuscirò a correre Verona. Venerdì sera decido di provare a fare un giro. Inizio ai 6'05", poi pian piano aumento. Alla fine 8 km ad una media di 5'00" con un dolore sordo (non acuto) e non molto intenso al ginocchio, schiena ok. Il test è stato sufficientemente positivo, facendomi decidere di provare comunque.
Ed eccomi sulla linea di partenza. Il ginocchio non mi dà dolore ma non me lo sento "a posto", mentre ho un dolore fastidioso e costante che dall'attaccatura della gamba destra si prolunga un poco verso il basso. Parto attento a dove appoggio il piede destro onde evitare qualsiasi anomalia del terreno. Il dolore alla gamba non mi crea problemi, sembra sparito. Quello al ginocchio dopo circa 1 km mi dà già fastidio rendendomi "insicuro" nell'appoggio. A volte il fastidio aumenta, mentre a volte scompare del tutto.
Nell'insieme corro più sciolto rispetto al lungo nella maratona di Torino, con un atteggiamento meno controllato, cercando di rilassarmi e guardarmi intorno. Non avverto fatica. Respiro bene e le gambe girano. Solo un leggero affaticamento al polpaccio destro.
Dopo circa il 28° km grazie a chi mi supera ed al Garmin mi accorgo che il passo rallenta: la mia corsa sta perdendo d'efficacia.
Ascolto il mio corpo. Avverto dolore sotto i piedi, tipo fascite plantare. Sto correndo più pesante, facendo rollare maggiormente i piedi. Non voglio assolutamente camminare.
Verso il 39° km decido di fare brevi tratti al passo, per poi riprendere con tratti più lunghi di corsa. Ecco che però appena riprendo la corsa, se provo a spingere, il ginocchio mi rimanda un intensa fitta che però non ha più origine dalla parte laterale, ma centrale.
Conclusa la gara, provo ovviamente la fatica di aver corso una maratona, ma non ho problemi di deambulazione, crampi, fiatone od altro. Mangio e bevo qualcosa. Ho male al ginocchio e torna il dolore all'attaccatura della gamba.
Come già detto, ho migliorato il mio personale del 2010 di 7'17", che in real time sono quasi 8', ed ho concluso una gara che solo pochi giorni prima avevo pensato di non poter correre, ma invece di esserne felice, sono profondamente amareggiato. Forse non ho abbastanza fibre muscolari rosse e quindi non sono geneticamente adatto per correre le lunghe distanze, o forse non ho corso un numero di chilometri settimanali sufficienti. Infine il ginocchio dolente non ha certo giovato alla situazione. Quale sia il motivo non mi sento appagato e, se il corpo me lo permette, probabilmente ci riproverò.

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La settimana successiva, verificato che non si tratta di menisco, legamento crociato e cose simili, resto fermo sino alla domenica quando, ormai senza alcun dolore, decido di partecipare alla mezza maratona di Trino Vercellese.
Riassumendo la gara: tutto bene sino all'8° km (media dei 4'/km sino al 6°, e dei 4'11"/km il 7° e l'8° km con vento contro, poi dolore al ginocchio e passo rallentato. Tempo finale 1:29:51
A fine gara fortissimo dolore che quasi non mi consente l'appoggio. A fine premiazione riuscirò a camminare e fare rientro guidando, ma solo perchè nel frattempo sono trascorse circa 2 ore e mezza.

Da allora, ormai 3 settimane, sono completamente fermo. Mesoterapia, tens, ed una sola uscita-test venerdì scorso di 6 km (3 + 3), con sensazioni contraddittorie: nei primi 3 km (passo 6'09"/km) forte fastidio/dolore, mentre negli altri 3 (passo 5'22"/km con picco di 3'20"/km) alcun fastidio o quasi.

Ieri mi è stato detto di provare a riprendere senza forzare ma senza avere troppe paure. Oggi comincerò. Speriamo bene.