2016 02 28 11 40 33

Stamattina, il giorno del ciclone Golia e di tutte le pessime previsioni sulle sue conseguenze, mi sono svegliato che fortunatamente aveva appena spiovuto e, dopo essermi preparato, sono partito alla volta di Vho, vicino a Tortona, per partecipare ad un trail.

Dopo aver incontrato la nebbia a Chieri, ed il sole ad Asti, ecco ritrovare la pioggia al mio giungere ad Alessandria. Arrivato a Tortona, raggiungo il luogo di ritrovo, vicino a Vho. Ritiro l'iscrizione e, sotto una pioggia sempre più debole, faccio gli ultimi preparativi per la partenza.
Quando si parte, la pioggia ha finalmente cessato di cadere. Subito ci troviamo a salire ed il gruppone si sgrana. La gara si svolge lungo strade prevalentemente sterrate e vigneti, in un continuo saliscendi. Ed è proprio in una salita, intorno al 7° chilometro, che chi mi precede tira dritto ad una svolta, ed io quasi lo seguo. Per fortuna me ne rendo conto in tempo e lo avviso, ed anche lui prende la strada giusta. Proseguendo vedo altri più avanti che stanno rientrando sul sentiero segnato. A volte la fatica e la disattenzione inducono all'errore, anche se il bivio è ben segnato, poichè si smette di prestare attenzione al percorso, convincendosi che proseguirà come noi vorremmo.
Da qui il percorso si fa più duro. Il fango che ci aveva accompagnati dall'inizio diventa sempre più presente ed appiccicoso. Oltre a rendere difficile l'equilibrio in discesa (ed anche in qualche salita), si attacca alle scarpe aumentandone il peso e rendendo ulteriormente difficile il passo.
Devo ammettere che, non solo per questo, oggi le mie discese non sono state corse al meglio. Hanno influito infatti sia il primo utilizzo delle nuove scarpe da trail, di cui devo imparare a conoscerne pregi e difetti, sia un residuo mentale della rottura del 2° metatarso del piede dx nel giugno scorso, rimediato proprio in una discesa infangata al 1° km della gara di Oncino.

Sono ormai giunto quasi al termine quando, dopo una discesa poco dopo il 15° km, giungo ad un bivio e ... dove vado? A destra o a sinistra? Tutti gli incroci con strade erano stati sin'ora presidiati e segnalati, ma questa volta manca sia il volontario che le "rubalise". Ed allora che faccio? Dapprima attendo l'atleta che avevo con fatica distaccato, e gli domando se conosce la strada, ma ne sa quanto me. Ma quando vedo sopraggiungerne altri, decido di muovermi e salire a sinistra: in fondo ho il 50% di possibilità d'azzeccarci. Ho appena cominciato la salita, lasciando gli altri sei fermi a decidere sul da farsi, quando qualcuno chiama dalla parte opposta per dire che è quella la direzione da prendere. Già, infatti avevo anche il 50% di possibilità di sbagliarmi. Così mi precipito indietro, conscio che ho appena perso sei posizioni che avevo con fatica guadagnato correndo. Ed è così che decido di dare tutto quel che mi resta per riprendermi la precedente posizione. Ed in 500 metri di salita lo faccio (5'41"/km), mantenendo poi il distacco nei 600 metri di discesa (3'22"/km), che mi portano a spron battuto al traguardo, posto al punto di partenza.

Alla fine il mio Garmin indicherà una distanza di 16,47 km ed un dislivello di 425 m, corsi ad un passo medio di 5'15"/km, per un tempo finale di 1h26m31s. Poichè faccio parte della categoria D, equivalente alle SM50 ed SM55 accorpate, mi posiziono 6° su 26, mentre risulto 24° assoluto su 120 arrivati.

Scoprirò poi nel dopo gara che i 2 atleti che occupavano in quel momento le prime due posizioni, non hanno visto il bivio intorno al 7° km, ritrovandosi così tanto fuori strada da dover chiedere più volte indicazioni per ritornare alla partenza, però fuori classifica, mentre che l'incrocio privo d'indicazioni, era stato precedentemente fornito di indicatori come tutti gli altri, indicatori però rimossi nel frattempo. Scherzetto che mi è costato solo un po' d'arrabbiatura ed 1'24" in più nel tempo finale. Cose che capitano.

Il pacco gara consiste in una bottiglia di barbera dei colli tortonesi, una bandana ed un sacchetto contenente 3 etti di baci di dama, dolci tipici piemontesi, nati proprio a Tortona ad inizio Ottocento.

Nel complesso mi ritengo soddisfatto sia della gara che della mia prova. Il mio ultimo trail risaliva ormai a 4 anni fa ed era proprio ora di correrne un altro. Inoltre devo dare un giudizio positivo anche alle mie nuove scarpe, anche se non so se sono loro le colpevoli della mia nuova unghia dell'alluce violacea.

La foto pubblicata all'inizio è stata scattata una decina di minuti dopo il mio arrivo. Una cosa che mi ha stupito è come, a parte le scarpe ed il fondo dei pantaloni, io risulti completamente pulito, al contrario di molti altri partecipanti che avevano schizzi di fango in molta parte del corpo.

Ah già. Un ultima cosa. Nel caso che anche voi, come me sino ad oggi, non sapeste cosa sono le "rubalise", vi informo che sono i nastri rosso/bianchi, normalmente fissati ai rami, o all'estremità di pali infissi nel terreno, allo scopo d'indicare il percorso in un modo visibile e rimovibile. Il nome ha probabilmente origine dalle parole francesi "ruban", nastro, e "balisage", segnalazione. In italiano la segnalazione del percorso è tradotta "balisaggio". Sempre, ovviamente, che abbia capito bene!

 

Registrati per poter scrivere un commento.