2016 05 07 ENT      2016 05 08 Pista

Allora è tutto pronto? Telo termico, fischietto, bicchiere, cellulare ed infine lampada frontale. Sì c'è tutto. Possiamo andare.
Ed è così che sbato pomeriggio mi sono recato con Mariarosa al lago di Candia per partecipare alla 7° edizione dell'Erbaluce Night Trail, gara a coppie di 29 km (che si riveleranno essere quasi 31), da correre tutta sempre insieme. Unico obiettivo dichiarato: arrivare entro il tempo limite di 4h40m.

Arrivati a Candia, si ritira la busta contenente pettorali con chip incorporati (del tipo sottile, quasi invisibile), spillette, mezzo litro d'acqua, integratori post-corsa, buono pasto e buono birra.
Poi quattro chiacchiere con alcuni ex compagni e, nell'attesa, un toast accompagnato da una birrozza: ci voleva proprio.
Intanto è arrivata molta gente, tutti qui per vivere un'esperienza diversa, chi per la prima volta, chi invece perchè l'ha già provata e gli è piaciuta. Così ci si prepara ed alle 19:15, finalmente, si parte. Un lungo serpentone di persone che si snoda lungo uno dei pochissimi tratti in asfalto e sale, già su sentiero, verso la collina vicino a dove, in gennaio, corsi uno dei primi cross dell'anno.
Questo trail non lo definirei difficile. Non presenta infatti tratti particolarmente tecnici, nè salite troppo impegnative. E' un continuo saliscendi, brevi salite ed altrettante discese, molte pietre e radici affioranti. Poi, quando si fa buio e ci si addentra nel bosco, è l'ora di accendere i frontali. L'interpretazione della corsa cambia, l'attenzione a dove si mettono i piedi aumenta. L'essere soli a correre nel bosco crea un curioso stato d'animo. S'incontrano i controlli ed i ristori, mentre si continua ad andare avanti, verso l'arrivo, chilometro dopo chilometro. Tutto il percorso è molto ben segnalato: frecce per terra e sugli alberi, fettucce, nastri a impedire l'accessso alle strade sbagliate, radici, spuntoni e sassi su cui è più facile inciampare, evidenziati con tinta fluorescente. Quando si giunge al cartello del 29° km ci si comincia a chiedere quanto manchi ancora. Saranno quasi 2 km, quelli più lunghi. Ed infine ecco l'arrivo. Tempo finale 4h24m55s: obiettivo raggiunto! Una doccia, un pasto caldo ed il caffè. Poi a casa per il meritato riposo.
Durante la notte mi alzo più volte a bere, camminando con fatica. Al mattino vado a fare due passi per muovere le gambe.
Ed ecco che nel primo pomeriggio della domenica mi reco al Ruffini, al Primo Nebiolo, per partecipare alla prima fase del CDS Assoluto su pista regionale, iniziato sabato pomeriggio. Ci sono molte persone presenti, atleti e spettatori. Le varie prove si susseguono a ritmo serrato, io parteciperò ai 5.000 metri. Mezz'ora prima del via ci informano che, per i 5.000 m, ci saranno 3 batterie, ed io ed i miei figli, faremo parte della terza, quella con gli accrediti più alti.
Quando arriva il mio turno parto, cercando di tenere un buon ritmo, ma senza lasciarmi prendere la mano. Le gambe, nonostante l'impegno della notte precedente, girano ancora ed io tengo un ritmo che mi dovrebbe permettere di chiudere intorno ai 19:30, restando con altri atleti. I giri passano, vorrei allungare un poco ma temo poi di non arrivare in fondo, ed allora mi trattengo, lasciandomi andare solo negli ultimi 130 metri.
Il riscontro cronometrico finale è di 18m51s per un passo medio di 3'46"/km. Non male!

 

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