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Come si possano provare sensazioni così diverse a soli 3 giorni di distanza ed in due gare con prestazioni finali così simili, non riesco proprio a comprenderlo. Ma questo è ciò che mi è accaduto in quest'ultima settimana!

Domenica scorsa mi sono recato a Canelli per partecipare alla 21° Sulle strade dell'assedio, gara valida per il CDS piemontese di corsa su strada, per il campionato provinciale astigiano e per il campionato interno della Vittorio Alfieri, campionato che mi vede anormalmente in testa.
Non passare in Asti! Non passare intorno ad Asti! Ci sono gli alpini, rischi di restare imbottigliato! Ecco le raccomandazioni dei miei compagni astigiani. Ed io, obbediente, passo da sud per le belle colline astigiane. 1 ora e mezza d'auto per giungere, penso, tra i primi a Canelli, a ritrovo appena aperto. Ed invece scopro che molti altri atleti, temendo di ritardare, sono partiti prima e sono già arrivati.
Mi chiedo però: possibile che un evento come l'89° adunata nazionale alpini, programmato ad Asti da oltre un anno, sia sfuggito sia agli organizzatori della Brancaleone, che agli approvatori della FIDAL, tanto da inserire nella stessa data una gara così importante, causando disagi sia per gli spostamenti dei partecipanti che per chi desiderava assistere alla sfilata?
Per il resto poco da dire. La gara si presenta in versione "pianeggiante" per poter ospitare il CDS, ma si sa che, nel dialetto astigiano, pianeggiante significa non troppe salite.
Io provo da subito brutte sensazioni. Le gambe non girano, e comprendo che non debbo esagerare. Cerco quindi di amministrare, lasciando andare il mio diretto avversario per il provinciale di categoria. I chilometri scorrono con sempre maggiore fatica, dapprima solo fisica ma, poi, anche mentale. Ormai il traguardo è vicino ma la mia testa non ne vuol più sapere. Ed è così che sul finale incontro un atleta che mi sprona a non mollare, a seguirlo, ed è grazie a lui se riesco a tornare a spingere almeno nell'ultimissimo tratto, sino a tagliare con lui il traguardo, dopo averne afferrato la mano tesa subito dopo la foto scattata dall'amico blogger Fausto "Biocorrendo". Foto che la dice lunga sulle mie condizioni psicofisiche non esattamente al meglio ... Grazie a questo podista dell'Atletica Mezzaluna. Grazie Massimiliano.
Il risultato finale, su un percorso da 10 km omologato FIDAL, ed in cui il primo a non correre sotto ai 4'/km si piazza in 75a posizione, a testimonianza della qualità dei partecipanti, è un 39'35" che corrisponde alla 67a posizione assoluta ed all'8° posto di categoria,ottenuti ad un passo medio di 3'56"/km. Per la terza volta secondo M50 del provinciale astigiano e, forse, ancora primo, ma in compagnia, nel campionato interno.

E, dopo solo 3 giorni, sono di nuovo pronto a correre.
Mi aspetta la Stravaudese, gara serale su 2 giri del Campionato Canavesano già corsa altre 3 volte. Esco da lavoro, passo da casa e mi precipito in quel di Vauda. Stasera indosserò i colori della Durbano Gas Energy Rivarolo 77, sperando che la pioggia decida di non bagnarci. Dopo un breve riscaldamento, mi posiziono al via, che giunge alle 20:30 in punto. La gara parte subito veloce, complice una lunga discesa. Il gruppetto di testa, una decina di atleti, comincia inesorabilmente ad allontanarsi. Memore delle pessime sensazioni dell'ultima gara, dopo poco più di un chilometro prendo un passo più consono alla mia preparazione, ed attendo di vedermi superare dai soliti, cioè quelli che mi arrivano sempre davanti. Intanto cerco di mantenere un passo brillante, cosa che riesco a fare sino a poco prima della fine del primo giro. Ho appena preso coscienza di un certo affaticamento muscolare, quando quasi all'imbocco della curva che mi porterà a percorrere nuovamente la lunga discesa iniziale, vengo superato da quella che si aggiudicherà la vittoria al femminile, Antonella Gravino, della Equilibra Running Team. La stessa Antonella che a Canelli era giunta 2a, preceduta da una grande Elisa Stefani, dandomi 1'39" di distacco. Distacco che stasera riuscirò a contenere in soli 37". Per fortuna, anche se con le gambe appesantite, riesco a correre il secondo giro con una buona forma mentale che mi permette di gestirlo al meglio, concludendo la gara con la quasi solita accellerazione finale. Chiudo gli 8 km del percorso in 31'32" ad un passo medio di 3'54"/km. Mi piazzo 34° assoluto e 2° di categoria, e scopro che molti di quelli che mi trovo di solito davanti, stasera sono dietro. Fortuna? Può darsi, ma io mi gusto il risultato ed una gara vissuta in modo totalmente diverso.

 

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