Così dopo alcuni mesi senza gare e con sempre troppi (pochi) allenamenti, il 2014 mi vede approdare alla S.S. Vittorio Alfieri di Asti (AT001) un'altra vecchia, anzi storica Società di sessant'anni appena compiuti, che ora mi vede tra le sue fila.
Pur non partecipando alle gare che da sempre le danno lustro, quelle su pista, e pur non avendo dei tempi tali da portarne il nome ai vertici delle classifiche, sono stato accolto con un sorriso e molta semplicità. Ho così avuto occasione, come piace a me, di conoscere gare diverse dal solito e di partecipare ad un campionato vissuto, da tutti, molto serenamente.
Il 2014 mi ha permesso pertanto di disintossicarmi da tutto quello che non è esclusivamente corsa, recuperando il piacere della semplicità e serenità che dovrebbero sempre precedere, accompagnare e seguire le gare e tutto ciò che le circonda. Pur se è stato l'anno che mi ha dato, agonisticamente parlando, meno soddisfazioni, in esso ho ritrovato alcune sensazioni dei miei esordi, arrivando a correre anche un'intera mezza senza sentire il bisogno di controllare il Garmin. Certamente non ho però perso il piacere della sperimentazione e della sfida che, ormai, contraddistinguono il mio essere atleta. Così dopo aver vissuto la 24 x 1 ora dalla parte dei padroni di casa, dove ho osservato come l'impegno e la disponibilità, non si accompagnino forzatamente alla visibilità ed al protagonismo, ma
21.09.08possano coesistere con l'umiltà ed il piacere di fare qualcosa per il solo fatto di crederci, ho sperimentato l'ambiente delle gare in montagna, dove esistono atleti che percorrono salite improbabili e Società che non gareggiano in assenza di pendenze. La pazzia dell'anno è stata l'improvvisata partecipazione allo Stellina, 11.000 m di corsa in salita (per il 75% sterrati) e 1.450 m di dislivello, con una pendenza media superiore al 16% e punte sino al 40%. Arrivare di corsa ai 1.945 metri di Costarossa, senza dolori, e con il sorriso (non ricordo se anche esteriore), è stata una grossa soddisfazione.
Quest'anno, che mi ha dato la gioia di raggiungere e superare le 300 gare e di classificarmi al 3° posto del Campionato Sociale su strada, ha però rappresentato anche il momento dell'addio a colui che mi ha convinto ad entrare in questo incredibile mondo della corsa. Uomo, salesiano, podista, insegnante, appassionato di montagna, presidente della Podistica Reba, ultramaratoneta, allegro, altruista, disponibile, ... se n'è andato a 3.350 metri di quota, vicino a quel Dio da cui distante non è mai stato. Grazie Annibale!